Isolamento a cappotto: cos’è, come farlo e quali sono i vantaggi

Una delle questioni più importanti dell’edilizia di oggi riguarda l’energia e il suo eccessivo spreco. Basti considerare che in un edificio rivestito con intonaci tradizionali, l’energia si disperde inevitabilmente e, di conseguenza, a lievitare è anche il costo della bolletta.

Si tratta, infatti, di una spesa energetica che grava sulle spese da affrontare nel corso dell’anno, ma anche sul valore stesso dell’immobile: valore che cresce se i costi da sostenere per abitarla diminuiscono a loro volta.

Per questo motivo, la tendenza è quella di ottimizzare gradualmente le abitazioni e gli edifici, sia di nuova che di vecchia costruzione. In altre parole, l’obiettivo è quello di renderli sempre più efficienti dal punto di vista del risparmio energetico.

Una delle soluzioni migliori, portate in campo dagli esperti dell’edilizia, è quella rappresentata dall’isolamento termico, detto anche isolamento a cappotto o cappotto termico, che consente di isolare il contesto abitativo ed evitare che l’energia si disperda nell’ambiente circostante.

Questo tipo di intervento strutturale rientra anche nel recente Bonus Casa, che prevede detrazioni fino al 75% e fino al 31 dicembre 2018 per le abitazioni private.  Per i condomini, invece, la scadenza è prevista per il 2021.

Ma vediamo meglio cos’è l’isolamento a cappotto e come viene realizzato all’interno e all’esterno delle abitazioni.

isolamento a cappotto

Cos’è il sistema di isolamento a cappotto e quali sono i vantaggi

La riduzione delle spese da sostenere non rappresenta, in effetti, l’unico elemento da tenere in considerazione per investire sul risparmio energetico. Isolare termicamente un’abitazione, infatti, offre tantissimi vantaggi: dall’aumento del livello della qualità abitativa all’incremento del valore della casa stessa.

Ma cos’è esattamente un sistema di isolamento a cappotto? Un sistema a cappotto non è altro che un sistema di sovrapposizione di strati isolanti in grado di garantire un totale isolamento termico del contesto abitativo. In inverno, il calore prodotto da stufe e altri impianti di riscaldamento viene trattenuto all’interno dell’immobile. In estate, invece, il calore prodotto dai raggi del sole viene lasciato all’esterno dell’abitazione. In entrambi i casi, grazie a questo sistema, la temperatura all’interno della casa si mantiene inalterata, favorendo un considerevole risparmio energetico.

Il sistema a cappotto prevede anche l’eliminazione dei ponti termici e una conseguente riduzione della dispersione del calore. Si tratta di una soluzione ottimale, anche dal punto di vista della qualità dell’aria. In questo modo si elimina alla base il problema legato alla formazione della condensa e della muffa nelle zone più umide della casa.

Tutto qui? In realtà no. Infatti, non si tratta esclusivamente di un isolamento termico, ma anche acustico. Grazie a questo sistema i rumori esterni rimangono all’esterno e così migliora notevolmente il comfort acustico all’interno dell’abitazione.

Cappotto termico: interno ed esterno

Il sistema di isolamento a cappotto viene solitamente eseguito sulle pareti esterne degli edifici, prima della finitura delle facciate. Questa tecnica può essere eseguita sia sugli edifici di nuova costruzione che su quelli già costruiti da tempo, in quanto restauro o ristrutturazione.

Esistono due tipi di isolamento a cappotto termico: uno che viene applicato all’interno dell’abitazione e un altro all’esterno. Entrambi i sistemi possiedono vantaggi e svantaggi: ecco quali sono.

Il cappotto termico interno, rispetto a quello esterno, consente di risparmiare notevolmente sulle spese di ristrutturazione e anche di godere di tempi di applicazione e posa decisamente inferiori. Lo spazio interno, quello dell’abitazione subisce però una considerevole riduzione proprio perché il sistema a cappotto prevede una sovrapposizione di pannelli e strati isolanti davvero notevole.   

Quello del cappotto termico esterno è un sistema particolarmente diffuso. Solitamente ne usufruiscono le ville e i piccoli edifici, ma viene ampiamente utilizzato anche per i condomini. Al contrario del cappotto interno, quello esterno comporta una spesa maggiore a causa della superficie più ampia da rivestire, ma anche per la manodopera e per la maggiore quantità di materiali da utilizzare.

D’altra parte però, il sistema a cappotto esterno offre maggiori vantaggi: un più alto livello di isolamento termico e acustico, l’eliminazione dei ponti termici e una maggiore resistenza delle pareti esterne, che saranno più protette dai danneggiamenti provocati dagli agenti esterni e dal tempo.

Quali materiali utilizzare e come sceglierli

Un materiale non vale l’altro, soprattutto quando si parla di edilizia. In commercio esistono diversi materiali adatti per la realizzazione di un sistema a cappotto, ma alcuni sono qualitativamente migliori rispetto ad altri e offrono più vantaggi in termini di isolamento termico e acustico.

Per isolare in modo ottimale un edificio è meglio optare per materiali con una bassa conducibilità termica. Inoltre, bisogna considerare il fattore dello sfasamento termico, che monitora il passaggio di calore dall’esterno all’interno o viceversa, e quello della traspirabilità del supporto: maggiore è la traspirabilità migliore sarà l’isolamento termico.

Alcuni sono totalmente naturali e altri, invece, sintetici. I più diffusi, soprattutto nel sistema a cappotto per l’esterno, sono quelli di tipo sintetico, costituiti da fibra di poliestere, polistirene espanso, poliuretano espanso, PVC e altri. I pannelli sintetici risultano più economici rispetto a quelli naturali, possiedono un livello maggiore di conducibilità termica e quindi anche un maggiore potere isolante. I tempi di posa e lavorazione sono minori e resistono a pioggia e umidità.

Ma dovrebbe essere considerato anche il fattore della sostenibilità ambientale.

I pannelli naturali vengono utilizzati soprattutto nella bioedilizia e per i cappotti interni. Nonostante siano più costosi e richiedano tempi di lavorazione più lunghi, possiedono migliori capacità di sfasamento termico e anche maggiore traspirabilità rispetto a quelli sintetici. Questi pannelli, solitamente fatti in fibra di legno, di canapa, di cellulosa o con il sughero, sono riciclabili e biodegradabili, garantiscono un miglior isolamento acustico e resistono all’umidità.

Un altro vantaggio? Sono totalmente atossici.

Qual è la procedura per isolare la parete con il sistema a cappotto?

La procedura del sistema di isolamento a cappotto prevede il fissaggio di pannelli isolanti tramite collanti e tasselli, una rasatura con un collante adeguato, l’utilizzo di una rete di armatura e l’applicazione finale di rivestimenti.

Il sistema a cappotto può essere eseguito su diversi supporti: calcestruzzo, laterizi pieni e forati, blocchi di cemento, blocchi in calcestruzzo cellulare, pareti già intonacate, pitturate o rivestite e anche supporti in legno.

La posa deve essere eseguita da professionisti, soprattutto quando è necessario farla all’esterno dell’edificio e su tutto il perimetro. È importante scegliere il collante/adesivo giusto: deve essere adatto alla realizzazione del sistema di isolamento a cappotto. Un collante sbagliato o una quantità inferiore a quella necessaria, infatti, potrebbero causare problemi anche gravi.

Innanzitutto è consigliabile utilizzare un profilo da fissare alla base del supporto che dovrà seguire tutto il perimetro dell’edificio o delle pareti interne. Il collante può essere applicato tramite il sistema “a cordolo” con tre punti centrali oppure sull’intero pannello, ricoprendo almeno il 40% della superficie della lastra e utilizzando la spatola in acciaio dentata.   

È importante, poi, che i pannelli isolanti vengano posati a file sfalsate, partendo dal basso e andando verso l’alto. Bisognerà utilizzare dei tasselli, ad avvitamento o a percussione, ed è consigliabile scegliere quelli più adatti al supporto e applicarne almeno sei sulla superficie dei vari pannelli.

Dopo cinque, dieci giorni, dovrà essere posato il rasante che dovrà ricoprire omogeneamente l’intera parete costituita da pannelli isolanti. Applicare poi una rete di armatura (ogni rete dovrà distanziarsi dall’altra di dieci centimetri), come la rete in fibra di vetro alcali-resistente, e pressarla adeguatamente sulla superficie del rasante. Procedere poi con la lisciatura del rasante: la rete dovrà scomparire all’interno del rasante ed essere totalmente coperta. Successivamente si potrà frattazzare la superficie.

Prima di eseguire la finitura e soltanto dopo che il rasante si sarà completamente asciugato, è consigliabile applicare un primer per garantire le massime performance all’applicazione degli strati di finitura. Si potrà procedere con la posa dei rivestimenti colorati.

L’Italia è ai primi posti nella classifica dei Paesi europei che più utilizzano questo sistema di isolamento termico e acustico. Sono tantissimi i vantaggi, dalla riduzione del costo delle bollette energetiche a una migliore abitabilità della casa. Inoltre, aumentano la vita dell’edificio e il valore dell’immobile: un vero investimento per il futuro.

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